Pattada: alla scoperta del Logudoro in vista del Festival del turismo itinerante 2023

Nascosta tra le maestose montagne della Sardegna, Pattada è un vero gioiello sardo, una meta che affascina e conquista il cuore di tutti coloro che la visitano. Questo paese di montagna, situato sul versante meridionale della Catena del Limbara, a 900 metri circa sul livello del mare, è circondato da una natura selvaggia e incontaminata e da boschi rigogliosi che invitano gli escursionisti a una passeggiata indimenticabile.

Il territorio

In località Monte Acuto, a circa 4 km dal paese, si trova il Nuraghe Lerno, accanto al Lago che ha lo stesso nome, un bacino artificiale formato dallo sbarramento del Rio Mannu tramite una diga che fu realizzata intorno al 1970. Il sito comprende il nuraghe, formato dalla torre centrale e da due torri e alcuni resti di un edificio che sembra essere un antico santuario.
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Nuraghe Lerno – by Davide Cento is licensed under CC BY-SA 2.0
Dopo aver visto le bellezze naturali circostanti ti consigliamo di conoscere da vicino i tesori nascosti, la ricca storia e le tradizioni artigianali di Pattada, che fanno di questo paese di circa 2800 anime un luogo da esplorare e amare. Pattada ti invita a perderti tra le sue strade, conoscere la sua gente, immergerti nella sua cultura e vivere un’esperienza indimenticabile nel cuore della Sardegna. Le vie del centro storico, con le sue tradizionali case in pietra, trasportano i visitatori indietro nel tempo, creando un’atmosfera unica e suggestiva.

Tradizioni e cultura

La cultura popolare di Pattada conserva le tracce dell’antica civiltà agro-pastorale che ha caratterizzato la vita dei pattadesi da tempo immemorabile, una vocazione che si è mantenuta nei secoli e caratterizza tutt’oggi la vita del paese. Pattada infatti è un importante sede di produzione di Pecorino Romano D.O.P la cui attività economica più importante è la cooperativa lattiero casearia La concordia.
 
Gli utensili necessari per il lavoro quotidiano di pastori e agricoltori erano creati in loco da abili artigiani. Tra essi i fabbri, successivamente specializzatisi come coltellinai, che da tempo hanno fatto di Pattada un centro rinomato in tutto il mondo per la sua squisita maestria nella manifattura delle “resolzas”, coltelli a serramanico di manifattura artigianale, con il manico realizzato con corna di muflone finemente decorato e lame di ottima fattura. Dal 2011 il Culter, il Museo Internazionale del Coltello, ne valorizza la produzione e la storia ed è una tappa obbligata per gli amanti dell’artigianato locale e per chiunque capiti a Pattada. Al suo interno si possono ammirare preziose creazioni e scoprire il fascino di antiche tradizioni che rivivono ancora oggi.
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Strawberry blonde resolza – by Khukuriknut is licensed under CC BY-SA 2.0

La società a vocazione agro-pastorale pattadese comprendeva anche la manifattura di tessuti di uso quotidiano. Questa attività veniva per lo più svolta dalle donne ed è una tradizione tramandata nel tempo che è ancora oggi parte integrante dell’identità del paese. Le botteghe artigiane offrono la possibilità di assistere al lavoro dei tessitori che, con maestria e passione, realizzano bellissimi tappeti, ognuno dei quali racconta una storia e rivela tradizioni antiche.

Le chiese di Pattada

Oltre alla Chiesa di Nostra Signora del Carmelo, risalente agli anni ‘80 del secolo scorso, sono quattro le chiese di Pattada che ti suggeriamo di visitare, perché custodiscono una lunga storia e una fede profonda. Questi capolavori architettonici ti accompagneranno  in un viaggio spirituale, dove arte sacra e atmosfere mistiche si fondono in un’unica esperienza. 
 
  • La Chiesa di San Gavino Martire sorge sul colle San Gavino, il punto più alto del paese. La chiesa, secondo la tradizione, faceva parte di un monastero di Frati Benedettini pisani, fondato nel periodo Pisano-Genovese.
  • La Chiesa del Rosario risale al XVI secolo ed è in stile tardo-gotico-aragonese. Anticamente dedicata a San Salvatore, cambiò nome nel 1616, dopo che i frati domenicani si insediarono nel territorio. Il loro incarico era quello di diffondere il culto per la Madonna e la pratica della recita del rosario, da qui la modifica del nome della chiesa. L’antico campanile era cilindrico e crollò a causa di un fulmine. Come testimoniano gli stemmi che si trovano all’interno della chiesa, la famiglia che ne patrocinò la costruzione fu quella dei Centelles, che per diversi secoli governò il Monte Acuto.
  • La Chiesa di San Giovanni risale al XIV secolo e la navata, la parte più antica della chiesa, è in stile gotico.

La chiesa di Santa Sabina

Santa Sabina è la chiesa parrocchiale di Pattada. Situata nel centro storico della città, è dedicata alla Santa patrona del paese. Le origini della chiesa, costruita in stile gotico catalano, risalgono al XVI secolo. Fu restaurata alla fine del XVIII secolo e dopo il 1929, quando crollò la volta principale. Il 29 agosto 1941, a conclusione dei lavori di restauro, la chiesa fu nuovamente consacrata. L’altare maggiore in marmo risale alla fine del XIX secolo e venne realizzato dopo lo smantellamento dell’altare di legno dorato in stile barocco. Vittorio Angius, che descrisse il vecchio altare ligneo dopo una visita a Pattada, racconta che al centro c’è una statua di Santa Sabina e ai lati San Sebastiano, San Giuseppe, Sant’Eliseo e San Michele. Santa Sabina e San Sebastiano sono le uniche statue superstiti, le altre andarono bruciate insieme all’altare. Dopo alcuni mesi di chiusura per lavori di ristrutturazione e restauro, la chiesa riaprì al culto il 29 agosto 2018, in occasione della ricorrenza di Santa Sabina, che ha coinciso con il rientro in Sardegna del cardinale Giovanni Angelo Becciu dopo la nomina cardinalizia da parte di Papa Francesco.

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Pattada, chiesa di Santa Sabina – by Gianni Careddu is licensed under CC BY-SA 2.0

Chi è Santa Sabina?

Il 29 agosto a Pattada si celebra la festa di Santa Sabina, la cui storia è avvolta nel mito. Si narra che fosse una donna romana di origine cristiana. La tradizione vuole che Sabina fosse una fanciulla virtuosa vissuta durante il regno dell’imperatore Adriano. Sebbene cristiana, Sabina fu costretta a sposare un pagano, mantenendo la sua devozione al cristianesimo.  
Si dice che Sabina sia stata perseguitata e torturata, nonostante questo rimase fedele alle sue convinzioni religiose. Si dice che sia stata decapitata e alla fine fu martirizzata per la sua fede.
Santa Sabina è venerata come una coraggiosa martire e testimone di una fede incondizionata. Il suo carattere fu glorificato e il suo culto si diffuse in molte parti del mondo, con chiese e cappelle dedicate al suo nome.  
 
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E tu cosa aspetti a visitare questo piccolo gioiello? 
Ti aspettiamo per il Festival del turismo itinerante dal 6 all’ 8 Ottobre 2023!