Pattada: alla scoperta del Logudoro in vista del Festival del turismo itinerante 2023
Nascosta tra le maestose montagne della Sardegna, Pattada è un vero gioiello sardo, una meta che affascina e conquista il cuore di tutti coloro che la visitano. Questo paese di montagna, situato sul versante meridionale della Catena del Limbara, a 900 metri circa sul livello del mare, è circondato da una natura selvaggia e incontaminata e da boschi rigogliosi che invitano gli escursionisti a una passeggiata indimenticabile.
Il territorio
Tradizioni e cultura
La società a vocazione agro-pastorale pattadese comprendeva anche la manifattura di tessuti di uso quotidiano. Questa attività veniva per lo più svolta dalle donne ed è una tradizione tramandata nel tempo che è ancora oggi parte integrante dell’identità del paese. Le botteghe artigiane offrono la possibilità di assistere al lavoro dei tessitori che, con maestria e passione, realizzano bellissimi tappeti, ognuno dei quali racconta una storia e rivela tradizioni antiche.
Le chiese di Pattada
- La Chiesa di San Gavino Martire sorge sul colle San Gavino, il punto più alto del paese. La chiesa, secondo la tradizione, faceva parte di un monastero di Frati Benedettini pisani, fondato nel periodo Pisano-Genovese.
- La Chiesa del Rosario risale al XVI secolo ed è in stile tardo-gotico-aragonese. Anticamente dedicata a San Salvatore, cambiò nome nel 1616, dopo che i frati domenicani si insediarono nel territorio. Il loro incarico era quello di diffondere il culto per la Madonna e la pratica della recita del rosario, da qui la modifica del nome della chiesa. L’antico campanile era cilindrico e crollò a causa di un fulmine. Come testimoniano gli stemmi che si trovano all’interno della chiesa, la famiglia che ne patrocinò la costruzione fu quella dei Centelles, che per diversi secoli governò il Monte Acuto.
- La Chiesa di San Giovanni risale al XIV secolo e la navata, la parte più antica della chiesa, è in stile gotico.
La chiesa di Santa Sabina
Santa Sabina è la chiesa parrocchiale di Pattada. Situata nel centro storico della città, è dedicata alla Santa patrona del paese. Le origini della chiesa, costruita in stile gotico catalano, risalgono al XVI secolo. Fu restaurata alla fine del XVIII secolo e dopo il 1929, quando crollò la volta principale. Il 29 agosto 1941, a conclusione dei lavori di restauro, la chiesa fu nuovamente consacrata. L’altare maggiore in marmo risale alla fine del XIX secolo e venne realizzato dopo lo smantellamento dell’altare di legno dorato in stile barocco. Vittorio Angius, che descrisse il vecchio altare ligneo dopo una visita a Pattada, racconta che al centro c’è una statua di Santa Sabina e ai lati San Sebastiano, San Giuseppe, Sant’Eliseo e San Michele. Santa Sabina e San Sebastiano sono le uniche statue superstiti, le altre andarono bruciate insieme all’altare. Dopo alcuni mesi di chiusura per lavori di ristrutturazione e restauro, la chiesa riaprì al culto il 29 agosto 2018, in occasione della ricorrenza di Santa Sabina, che ha coinciso con il rientro in Sardegna del cardinale Giovanni Angelo Becciu dopo la nomina cardinalizia da parte di Papa Francesco.



