Mores: alla scoperta del Logudoro in vista del Festival del turismo itinerante 2023

Oggi siamo a Mores, nel cuore del Logudoro, un paese ricco di storia e tradizioni che risalgono a tempi antichi, con evidenti insediamenti preistorici e nuragici.

Conosciamo meglio la storia di Mores!

Durante l’era romana, Mores, faceva parte della provincia di Corsica et Sardinia. Sono diverse sono le testimonianze archeologiche che attestano l’importanza dell’area in quel periodo. 

Il periodo Bizantino coinvolse Mores nelle battaglie tra l’Impero Romano d’Oriente e i Vandali. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Mores divenne parte del Giudicato di Torres, un regno indipendente che si sviluppò nell’isola nel periodo Medievale. Nel XIII secolo, il Giudicato di Torres fu conquistato dalla Repubblica di Pisa e in seguito passò sotto il controllo del Regno di Aragona. Durante il periodo pisano-aragonese, Mores, fu coinvolto in varie dispute territoriali e militari, compreso il conflitto tra la Repubblica di Pisa e il Regno di Arborea, passando sotto il controllo della Spagna e poi del Regno di Sardegna.

Nel corso dei secoli, ha subito numerosi cambiamenti e ha sviluppato una ricca cultura e tradizione. Oggi, il comune, preserva ancora molti elementi della sua storia, come l’architettura tradizionale e le festività che celebrano le antiche tradizioni e la cultura locale. 

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Mores panorama - By Gianni Careddu - Own work, CC BY-SA 4.0

Mores e i suoi dintorni vantano diversi siti archeologici che risalgono all’era nuragica, ed esplorare questi siti può offrire un’esperienza affascinante per conoscere la storia e la cultura dell’Isola. Ma eccone alcuni: Il Nuraghe Calvia, il Nuraghe Sa Tanca ‘e su Duca, il Nuraghe Sa Cuguttada, il Nuraghe Ranas e il Nuraghe Sos Istattos.

I siti archeologici più importanti

Sos Istattos è uno dei siti archeologici più importanti presenti. Si trova a circa due chilometri a nord-est del centro abitato. Il complesso nuragico è composto da una torre principale (mastio) circondata da un villaggio fortificato. La torre ha una forma tronco-conica ed è alta circa 12 metri. All’interno delle mura del villaggio sono visibili i resti di capanne circolari e rettangolari, con i loro cortili e le strade. Questo indica che il complesso era un centro abitato e non un edificio difensivo

Il Nuraghe è stato oggetto di scavi e studi archeologici che hanno permesso di ricostruire la sua storia e di rivelare la presenza di diverse fasi di occupazione nel corso dei secoli. Ti ricordiamo che il sito archeologico è aperto al pubblico e offre una preziosa opportunità per esplorare e conoscere la civiltà nuragica che ha dominato la Sardegna antica.

Altre testimonianze sono le grotte di su Buccu ‘e sas Fadas, varie Domus de janas e il dolmen Sa Coveccada. Quest’ultimo è senz’altro il simbolo di Mores ed è anche uno dei reperti più imponenti dell’isola e di tutto il mediterraneo!  

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Dolmen di Mores - By Giovanni Seu, CC BY-SA 3.0

Le chiese

Tappa obbligatoria è anche il centro storico di questa piccola cittadina, dove possiamo ammirare la Chiesa Parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, un importante luogo di culto per la comunità, costruita grazie alla famiglia dei nobili Manca, tra il 1630 e il 1670.

Di notevole interesse il maestoso campanile, che con i suoi 46 metri è il più alto della Sardegna. Il Campanile, eretto due secoli dopo, fu progettato nel 1871  in forme neoclassiche dall’architetto morese Salvatore Calvia, allievo dell’Architetto Alessandro Antonelli, autore, tra le altre opere, della Mole Antonelliana e della cupola di San Gaudenzio a Novara. La chiesa ospita diverse celebrazioni religiose e liturgiche durante l’anno, compresa la festa in onore di Santa Caterina d’Alessandria, che si svolge il 25 Novembre. La Chiesa è aperta ai suoi fedeli e ai visitatori che desiderano ammirare la sua bellezza architettonica e partecipare alle attività religiose che si svolgono al suo interno. 

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Mores - Chiesa di Santa Caterina(07) - By Gianni Careddu, CC BY-SA 3.0

Un’altra importante chiesa è la Chiesa Campestre di Nostra Signoria di Todorache, un piccolo edificio situato nella campagna circostante di Mores. Solitamente queste chiese hanno una struttura semplice, costruite come punto di riferimento per le comunità agricole. Questa chiesa offre un luogo di preghiera e riflessione per i devoti che risiedono nella zona rurale di Mores. Inoltre sono spesso organizzate processioni e celebrazioni religiose speciali, in particolare durante le festività mariane. 

A Mores possiamo visitare anche la Chiesa Campestre di San Giovanni Battista, dedicata all’omonimo Santo, una figura importante nella tradizione cristiana. La Chiesa possiede una struttura semplice e si trova immersa nella natura circostante.

 

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A lui è dedicata la Festa del 24 Giugno, una celebrazione tradizionale e una delle più importanti per la comunità di Mores. La festa inizia con una processione religiosa che porta la statua di San Giovanni Battista in giro per le strade del paese. I fedeli partecipano alla processione indossando abiti tradizionali e portando offerte floreali. Diversi gli eventi culturali e folkloristici, che includono spettacoli musicali, balli tradizionali, giochi e mostre d’arte. 

Un momento di grande gioia e condivisione per la comunità, che accoglie visitatori e turisti per partecipare a una tradizione radicata nella cultura locale e un’occasione speciale per gustare i piatti tipici della cucina locale e per partecipare ai riti religiosi. A proposito di golosità e tradizione vi segnaliamo la Cooperativa di Allevatori di Mores 

La storia di Mores è un affascinante intreccio di eventi che hanno lasciato un’impronta indelebile sulla sua identità e sul suo patrimonio culturale. 

Vieni a visitarla anche tu durante il Festival del turismo itinerante dal 6 all’8 Ottobre a Ozieri.