Ittireddu: alla scoperta del Logudoro in vista del Festival del turismo itinerante 2023

Nel cuore della regione storica del Logudoro, tra colline dal profilo dolce e altre caratterizzate da linee molto spigolose, sorge Ittireddu. Il paese si è sviluppato intorno alle tre colline che gli fanno da corona: il Monte Ruju, il Monte Zuighe e il Monte Lisiri.

Il territorio

Il Monte Lisiri è quanto resta del cono di un vulcano formatosi in seguito all’ultima attività eruttiva riconosciuta in Sardegna, risalente a circa 100.000 anni fa, da cui venne estratto il lapillo dal colore rosso intenso o nero detto anche pomice. Quelli di Ittireddu sono terreni molto fertili, con presenza di abbondanti fonti idriche, pascoli abbondanti ma anche boschi. Queste condizioni hanno favorito la presenza dell’uomo in questi luoghi fin dalla preistoria. Attualmente il paese conta meno di 500 anime e attraversa, come tutti i centri delle aree interne, un progressivo spopolamento specie da parte dei giovani. Tuttavia la comunità si contraddistingue per un grande senso di appartenenza che si rispecchia nella grande vitalità socio-culturale e con la presenza di numerose associazioni impegnate nell’organizzazione di manifestazioni di ogni tipo.

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Ittireddu panorama - Di Gianni Careddu - Opera propria, CC BY-SA 4.0

La Storia di Ittireddu

Ittireddu è sinonimo di Archeologia. Sul finire degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80, il paese fu oggetto di una campagna di censimento archeologico a tappeto, il primo effettuato in un comune. L’esito di questo lavoro fu l’inaugurazione nel 1984 del Civico Museo archeologico ed Etnografico nato per custodire i reperti ma soprattutto per poter raccontare a tutti la Storia di un angolo sperduto e solo apparentemente trascurabile del mondo. In questo modo Ittireddu si configura come Territorio-Museo che costituisce parte integrante della storia di un’isola, la Sardegna e di quella di tutto il Mediterraneo. Visitare questo territorio significa effettuare un lungo itinerario a ritroso nel tempo, dai giorni nostri e fino al VI millennio a.C.

Siti e beni archeologici

Sono numerose le necropoli, domus de janas ( Partulesi, Monte Pira, Monte Ruju, Monte Nieddu per citare le più importanti) e le tombe scavate nei costoni di tenera pietra tufacea dagli abitatori del Neolitico che punteggiano qua e là tutta l’area insieme ai 15 nuraghi che controllano valichi e punti di transito obbligati. Tra di essi accanto al Sa domo ‘e s’orku, un monumento antico, si segnala il nuraghe Funtana, un edificio complesso con tre torri. Dagli scavi provengono centinaia di reperti ceramici e bronzei di grande pregio e importanza sotto il profilo scientifico.

Nuraghe Funtana, veduta esterna - Di Civico Museo Archeologico di Ittireddu , CC BY-SA 4.0

Tra i siti da segnalare c’è il Monte Zuighe ( monte del Giudice) così detto per la presenza di un antico castello/avamposto di età giudicale ( XIII sec. d.C.) del quale si apprezzano ancora i resti. Sulle pendici della collina si apprezzano le strutture ( le capanne nuragiche, la muraglia di età storica, le tombe romane, le case con silos di età medievale) e i resti materiali di tutte le popolazioni, dai nuragici ai fenicio-punici, dai romani agli abitatori di età medievale che si sono avvicendate nel territorio lungo i secoli. Il moderno abitato si sviluppò intorno alla chiesa bizantina di Santa Croce. Notizie del villaggio si ritrovano nei documenti storici più antichi come il Condaghe di San Pietro di Silky dell’XI-XIII sec. d.C.

Chiesa di Santa Croce, Ittireddu - Di Gianni Careddu - Opera propria, CC BY-SA 4.0

Curiosità

L’antico nome del paese era “Ithiri Fustialvos”, l’origine sarebbe da ricondurre al termine “bittir” cioè vitellino-capriolo mentre il termine “fustialvos” è legato alla presenza abbondante del pioppo argentato. Il termine Ittireddu è attestato per la prima volta nei giornali parrocchiali del 1600-1700

Feste tradizionali e tradizioni

A Ittireddu si celebrano due feste principali che sono in onore della Patrona la Vergine Immacolata Intermontes l’8 dicembre e il copatrono San Giacomo maggiore il 25 di luglio. Da alcuni anni, in occasione della festa dell’Immacolata l’Associazione turistica Pro Loco organizza la manifestazione “Vin’Intermontes”. È una rassegna enogastronomica che vede impegnate tutte le associazioni del paese nel proporre piatti e dolci della tradizione e vini prodotti o vinificati localmente.

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Chiesa di Nostra Signora di Intermontes -By Gianni Careddu - Own work, CC BY-SA 4.0

Il di maggio in occasione della festa dei lavoratori il comitato di San Giuseppe organizza un importante festa campestre. Sono centinaia le persone che partecipano presso la struttura ricettiva di “Su Comunale” un’area boscata e attrezzata di grande interesse naturalistico.

Tra le tradizioni più sentite dalla popolazione vi è certamente la cantata natalizia “a sos tres res” che si svolge il 5 di gennaio. La sera prima dell’Epifania, grandi e piccini uniti in gruppi che vanno di casa in casa, cantando sull’uscio un testo di buon augurio ai padroni dell’abitazione che ricompensano con dolci e bevande.

Attività all’aria aperta: Sentieri e percorsi percorribili a piedi o in bici

Tutto il territorio è facilmente percorribile a piedi o in bici. I percorsi sono più o meno lunghi, e consentono di raggiungere le aree archeologiche e tutte le bellezze naturalistiche e ambientali. Da sottolineare che Ittireddu costituisce un passaggio obbligato per i pellegrini del Cammino di Santu Jacu che trovano ospitalità anche nell’albergo diffuso di proprietà comunale.

Enogastronomia

I prodotti enogastronomici sono quelli tipici di un’economia agricola e pastorale. Tra le eccellenze si segnala la spianata sarda detta di Ozieri prodotta presso il panificio F.lli Becciu che rappresenta anche un’importante realtà economica. Recentemente è stato introdotto nel mercato da un gruppo di giovani imprenditori un nuovo prodotto detto Likì, uno snack che utilizza la spianata in frammenti e fritta cui
aggiunge aromi vari.

Tra i dolci tipici oltre a quelli noti in tutta l’isola a Ittireddu si confeziona, durante le festività natalizie, Su Cabude, un grande dolce di forma ellittica fatto con pasta e mandorle che utilizza un ripieno di sapa fatta con il mosto oppure con i fichi d’india. La realizzazione di questo dolce costituisce un rituale che si conclude il giorno di Capodanno: il capo famiglia lo spezza sopra la testa del più piccolo recitando una frase di buon augurio.

Ittireddu e il suo patrimonio storico, archeologico e culturale vi aspettano dal 6 all’8 Ottobre 2023 per il Festival del turismo itinerante!

Un ringraziamento speciale per la stesura di questo articolo va al Sindaco di Ittireddu Franco Campus.