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Faradda de li Candareri 2025: tradizione sacra e spettacolo

Faradda de li Candareri 2025: una tradizione sacra e spettacolare a Sassari
Ogni 14 agosto, vigilia dell’Assunzione, Sassari si ferma, si raccoglie e si accende per la Faradda de li Candareri, la celebre Discesa dei Candelieri. Questa antica processione che unisce fede, folklore e identità collettiva, trasformando le vie della città in un emozionante palcoscenico di devozione popolare.
La Faradda de li candareri fa parte della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane, inserita fin dal 2013 nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO.
Origini della Faradda: dalla Pisa medievale al voto del 1528
La storia della Faradda affonda le sue radici nel Medioevo, quando l’influenza pisana portò in Sardegna la tradizione dell’offerta dei ceri votivi alla Madonna. Ma fu nel 1528, durante una terribile epidemia di peste, che la Discesa assunse il significato profondo che conserva ancora oggi. In un atto collettivo di fede e speranza, i Gremi, le antiche corporazioni di arti e mestieri, fecero voto alla Madonna Assunta di onorarla ogni anno con una solenne processione, se la città fosse stata risparmiata. La peste finì. E da allora, ogni 14 agosto, la promessa viene mantenuta con commossa devozione.
I protagonisti: i Gremi e i loro Candelieri
Le corporazioni: chi sono i Gremi e perché contano
I Gremi, i protagonisti della Faradda, sono le antiche associazioni di mestiere: macellai, fabbri, viandanti, piccapietre, falegnami, calzolai, contadini, muratori, sarti, ortolani, massai. Ogni Gremio è custode di un proprio candeliere, una vera e propria “colonna di legno” simbolica, decorata secondo la tradizione del gruppo.
Arte e simbologia dei Candelieri: forme, colori e significati
Imponenti e solenni. I candelieri sono vere e proprie opere d’arte popolare: alti fino a quattro metri, decorati con drappi, fiori, stemmi e simboli religiosi e del mestiere, pesano anche oltre 300 chili. Ma il loro valore va oltre il peso materiale: ogni elemento racconta l’identità del Gremio, la spiritualità della comunità, la forza della devozione. Ogni ornamento ha un significato spirituale e identitario, rendendo ogni candeliere unico.
Rituali della giornata: vestizione, discesa e scioglimento del voto
Vestizione: tra fiori, bandiere e suggestioni antiche
La mattina del 14 agosto è dedicata alla vestizione dei candelieri. I membri del Gremio decorano il proprio candeliere con grande cura, trasformandolo in un autentico monumento ambulante. Un momento condiviso con tutta la comunità.
La Discesa: la processione danzante
Nel primo pomeriggio, la tensione si fa palpabile. Intorno alle 16:00, i Gremi si radunano in piazza Castello, pronti per la partenza. Dopo una messa di ringraziamento nella chiesa del Rosario, la processione prende il via alle 18:00. Davanti a tutti, la banda musicale, che scandisce il ritmo con tamburi e fiati. Seguono i tredici candelieri portati a spalla, ognuno accompagnato dal proprio Gremio.
L’ordine della discesa è rigido, rispettoso della storia: dal più giovane al più antico. Si inizia con i Braccianti, poi Autoferrotranvieri, Macellai, Fabbri, Piccapietre, Viandanti, Contadini, Falegnami, Ortolani, Calzolai, Sarti, Muratori (alternandosi ogni anno con i Sarti), e infine i Massai, custodi dell’ultimo passo.
Durante il percorso, i Candelieri non si limitano a sfilare: essi danzano. Al suono incalzante del tamburino, le strutture oscillano, ruotano, si inclinano, cambiano direzione. È la danza rituale che secondo la tradizione assicura prosperità e abbondanza: più un candeliere è “baddarinu”, più l’anno sarà favorevole. Questa prova di forza, equilibrio e armonia trasforma la fatica dei portatori in arte in movimento.
L’Intregu: il simbolico passaggio tra Gremio e Città
Uno dei momenti più solenni avviene davanti al Palazzo di Città, nel cuore della Faradda. Qui si celebra il rito dell’Intregu: il gremio dei Massai riceve l’investitura del nuovo obriere maggiore, il sindaco partecipa al brindisi “A zent’anni”, e si assiste allo scambio tra la bandiera del Gremio e il gonfalone del Comune. È un gesto carico di significato: la città e le sue corporazioni si stringono in un patto sacro e simbolico, che rinnova il legame tra istituzioni civili e spiritualità popolare.
Scioglimento del voto: il rito finale nella chiesa di Betlem
Intorno alla mezzanotte, i candelieri giungono al sagrato della chiesa di Santa Maria di Betlem, dove si conclude la lunga discesa. L’ordine d’ingresso è quello sancito dal documento del 1531: prima le autorità cittadine, accolte dal Padre Guardiano, poi i Gremi in ordine inverso rispetto alla partenza. La benedizione finale suggella il rito dello Scioglimento del Voto, atto conclusivo di un patto rinnovato con la Madonna, che accompagnerà la comunità fino alla Faradda dell’anno successivo.
Date, orari, percorso, eventi collaterali
Il 14 agosto l’intera giornata è dedicata ai riti della Faradda. Al mattino si svolgono le tradizionali vestizioni dei singoli candelieri, un momento affascinante in cui ogni Gremio decora e prepara il proprio cero per la processione. La grande sfilata prende il via alle ore 18 da piazza Castello, seguendo il classico percorso tra balli, canti e uno dei momenti più iconici della giornata: il brindisi “A zent’anni” a Palazzo di Città. I candelieri, danzando, raggiungono piazza Santa Maria verso le 23:00, dove si conclude la processione intorno all’una di notte del 15 agosto. Anche quest’anno, a causa dei lavori di restauro della chiesa (iniziati nel 2023), lo Scioglimento del Voto sarà proclamato dal padre guardiano del convento di Santa Maria direttamente sul sagrato.
Il giorno successivo, Ferragosto, si concludono i riti con due appuntamenti religiosi: al mattino, la Messa dei Candelieri nel duomo di San Nicola, e la sera, la processione dell’Assunta, sempre dalla cattedrale, accompagnata da tutti i Gremi in formazione.
Il valore collettivo: identità, partecipazione e patrimonio
Un’impresa comunitaria: dai portatori al pubblico, uniti nella fede
La Discesa dei Candelieri è un evento che coinvolge tutta la cittadinanza: dai portatori, che affrontano ore di fatica con devozione, agli spettatori, sassaresi e turisti, che si stringono lungo il percorso. È una festa che supera le barriere sociali, religiose e culturali.
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