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A Maimone: il Carnevale tradizionale di Samugheo

8 Febbraio
Locandina di A Maimone A Maimone 2026 - Il carnevale di Samugheo

Il cuore del Mandrolisai batte più forte quando, ogni anno, a Samugheo prende vita “A Maimone  Su Carrasegare Antigu Samughesu”, la rassegna delle maschere tradizionali del Carnevale sardo.

Appuntamento fisso nel calendario dei Grandi Eventi della Regione Sardegna, il Carnevale di Samugheo, con la sua un’esplosione di suoni, corpi in movimento è una delle celebrazioni più coinvolgenti.

Un Carnevale dalle radici ancestrali

Nato negli anni ’90, l’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Mamutzones de Samugheo, con l’obiettivo di riunire in un’unica sfilata le maschere più rappresentative della Sardegna.

“A Maimone” affonda le sue radici in riti dionisiaci legati al ciclo della natura, alla fertilità della terra e al passaggio stagionale, celebrando la morte e la rinascita.

Maschera del carnevale sardo

© Foto di A Maimone

Le maschere protagoniste a Samugheo

Durante A Maimone, sfileranno le principali maschere del Carnevale antico di Samugheo, personaggi arcaici carichi di simbolismo, che raccontano la visione del mondo agro-pastorale attraverso gesti, abiti e rituali. Ecco alcune delle figure più emblematiche:

Su Mamutzone

È forse la figura più iconica del Carnevale di Samugheo. Il volto viene annerito con sughero bruciato, e sopra la testa indossa un copricapo in sughero rivestito di lana di capra, sormontato da lunghe corna. Il suo abito è composto da fustagno, una giacca di pelle di capra, e cinture cariche di campaneddas e trinitos, piccoli e grandi campanacci in bronzo che risuonano ad ogni passo.

S’Urtzu

Figura tragica e potente, è metà uomo e metà caprone, vestito con pelli di capretto e caprone. Porta un grande copricapo con una testa di capra intera, e al collo un unico campanaccio imponente.
S’Urtzu rappresenta la vittima sacrificale del rituale: viene tormentato fino al momento simbolico del sacrificio, e poi “risorge”, rievocando il ciclo della natura.

S’Omadore

È il pastore-dominatore, figura che incarna il controllo sull’istinto e sulla ferinità dell’Urtzu. Indossa un pastrano nero con cappuccio che copre gran parte del volto.
In mano stringe un bastone e un pungolo, con cui trafigge ripetutamente la vescica dell’Urtzu, portandolo al limite tra dolore e danza, fino al sacrificio finale.

Un evento aperto al confronto e alla festa

A Maimone è anche scambio culturale: accanto alle maschere locali, sfilano gruppi provenienti da altre regioni italiane ed europee, rendendo l’evento un crocevia di culture rituali e tradizioni mascherate.

Il programma di A Maimone

Per l’edizione 2026 è atteso l’elenco delle maschere partecipanti. Per avere tutte le info aggiornate del carnevale di Samugheo segui i profili social dedicati: Facebook o Instagram

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