Da Arbatax a Cagliari, alla scoperta delle vie dell’acqua

Da porto a porto


Il viaggio parte dal porto di Arbatax, sul versante orientale della Sardegna e si conclude a Cagliari, attraversando paesaggi plasmati dall’acqua, montagne, laghi, cascate e sorgenti.
Questo percorso attraversa anche l’Ogliastra, una delle cinque blue zone del mondo, dove la longevità non è affatto un’eccezione. Qui è facile incontrare uomini e donne ultranovantenni ancora attivi, impegnati nei campi o intenti a chiacchierare nelle piazze del paese. Il loro segreto? Un equilibrio tra alimentazione semplice, ritmi lenti, aria pulita, forte senso di comunità e legame con le tradizioni. Poter osservare questi luoghi da vicino renderà indimenticabile la vostra esperienza in Sardegna.

Cosa vedere


A poca distanza dal porto di Arbatax è possibile fare una sosta per ammirare le Rocce Rosse, formazioni rocciose in porfido di un intenso rosso porpora che emergono imponenti dal mare: una meraviglia naturale tra le più spettacolari dell’isola; assicuratevi di essere lì al tramonto. Le vicine spiagge di Porto Frailis, Cala Moresca e Orrì offrono sabbia fine e acque cristalline, perfette per una sosta rigenerante.

Addentrandoci verso l’interno incontriamo Villagrande Strisaili. Qui, l’acqua scorre ovunque: tra gole selvagge, cascate e sentieri.
Il borgo è noto per l’eccezionale longevità dei suoi abitanti – spesso oggetto di studi internazionali – immerso tra boschi di lecci, canyon e altipiani. Da Villagrande Strisaili partono le escursioni verso il Gennargentu, il massiccio montuoso più alto della Sardegna. Nei dintorni si trova anche la foresta di Santa Barbara, con sentieri escursionistici e aree
picnic.

Gli appassionati di trekking ameranno camminare fino a Perda ‘e Liana: tacco calcareo alto 1290 metri, simbolo geologico dell’Ogliastra diventato monumento naturale nel 1993. Si presume fosse considerato sacro per le popolazioni nuragiche.


Proseguiamo il nostro viaggio verso il borgo dell’acqua: Sadali. Sorge su un altopiano calcareo a 700 metri di altitudine. Qui boschi di lecci, rovere, sughere e macchia mediterranea circondano l’abitato. L’altopiano, Su Taccu è un serbatoio di falde che alimentano una miriade di sorgenti, torrenti e cascate, tra cui su Stampu de su Turrunu: un prodigio della natura al confine fra Seulo e Sadali, si tratta di una cascata che nasce dentro una grotta e scompare sotto la roccia.


Sadali è anche l’unico caso in Sardegna di una rapida all’interno del centro abitato: la cascata di San Valentino, formata da sorgenti perenni, che deve il nome alla vicina chiesa parrocchiale di San Valentino.


Le vie dell’acqua ci portano a vivere un’esperienza unica: la navigazione sul Lago Flumendosa. Tra le incantevoli colline e le montagne, il Lago Flumendosa si erge come un gioiello naturale, attirando visitatori in cerca di bellezza e avventura. Questo lago artificiale, situato a pochi chilometri da Nurri, offre la possibilità di essere navigato tramite escursioni in battello, canoe e kayak. Le acque del Flumendosa, circondate da imponenti montagne, offrono un panorama mozzafiato che cambia con la luce del giorno, regalando incredibili scenari.


Il nostro itinerario ci porta ora alla scoperta di uno dei siti prenuragici più straordinari della Sardegna: il complesso megalitico di Pranu Muttedu, a pochi chilometri da Goni nelle colline verdi del Gerrei. È uno dei luoghi sacri più antichi e suggestivi dell’isola, testimonianza preziosa della spiritualità e della vita delle comunità neolitiche.


Il sito ospita la più alta concentrazione di menhir dell’intera Sardegna: circa 60 monoliti in pietra disposti in coppia, allineati, a gruppi, o integrati in strutture funerarie. Alcuni hanno forma ogivale e superficie liscia, attribuibili al tipo ‘protoantropomorfo’. Passeggiare tra questi antichi simboli è come entrare in un silenzioso santuario a cielo aperto.

Gli scavi archeologici hanno restituito reperti di grande valore: vasetti in miniatura, punte di freccia in ossidiana, un pugnaletto in selce, un’accetta in pietra bianca. Oggetti che parlano di rituali, pratiche quotidiane e un culto della morte risalente al Neolitico recente (3200-2800 a.C.), con frequentazioni fino al 2600 a.C.

L’ultima tappa ci porta a Cagliari, dove le antiche vie dell’acqua si fondono con quelle del mare. Dopo giorni tra montagne e laghi, il ritorno al mare è una sorta di chiusura simbolica del cerchio. Passeggiate sul lungomare del Poetto, immergetevi nella cultura del quartiere di Castello che mantiene la memoria della città così ricca di storia e infine, godetevi una cena a base di pesce nel centro storico prima di lasciare l’isola e attraversare ancora un volta il mare.

Dove sostare tra Arbatax e Cagliari
  • Camping Villaggio Telis, Via Attilio Deffenu 22, Tortolì
  • Campeggio Villaggio Sos Flores, Via S. Lussorio, Tortolì
  • Camping Village Orrì, Località Orrì, Tortolì
  • Area sosta camper Tanca di Orrì, Via Tirreno 8, Tortolì
  • Camping Village Il Cigno bianco, Spiaggia di Orrì, Tortolì
  • Area sosta camper Le 3 Fate, piazza Bella Ciao, Sadali

Consigli pratici per il viaggio


Periodo migliore: primavera e autunno o, comunque la bassa stagione estiva per viaggiare in tranquillità ed evitare il caldo eccessivo e il sovraffollamento.
Per la sosta: prenota in anticipo le aree camper, soprattutto nei mesi estivi.
Cosa assaggiare: I tre cibi da non perdere sono senza dubbio i culurgiones, il prosciutto crudo di Villagrande Strisaili e la burrida a Cagliari, piatto di pesce a base di gattuccio marino, aceto e noci.


Per farti guidare negli itinerari scarica l’App TELLINGSTONES e segui Sardegna On The Road per scoprire tutti i luoghi che devi assolutamente visitare durante il tuo viaggio in camper.

SARDEGNA ON THE ROAD È UN PROGETTO DI VALORIZZAZIONE DEL TURISMO IN CAMPER PROMOSSO DALL’APS CAMPERISTI TORRES CON IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA – L.R. 19.12.2023, N.17