Bulzi: scopriamo la seconda tappa di Itinerari nei borghi
Proseguiamo il viaggio virtuale, che porta viaggiatori curiosi e amanti dell’isola, alla scoperta dei piccoli paesi che visiteremo quest’anno con Itinerari nei borghi. La seconda tappa, che si tiene sabato 24 e domenica 25 maggio, ci porterà a Bulzi!
Bulzi: un viaggio nella storia
Bulzi è un piccolo borgo di quasi 500 abitanti in provincia di Sassari. Immerso nella regione storica dell’Anglona, a pochi chilometri da Perfugas e Castelsardo, il borgo di Bulzi sembra sospeso tra cielo e terra, protetto da una corona di uliveti e verdi colline.
Le origini del paese si perdono nel Medioevo, ma le radici affondano molto più in là nel tempo, precisamente nel paleolitico inferiore. Il nome stesso, probabilmente di origine bizantina o latina, racconta di un territorio di confine, crocevia di culture, di pastori e pellegrini.
Nel corso dei secoli, Bulzi è stato parte delle vicende del Giudicato di Torres. Alla caduta del giudicato (1259) passò ai Doria, ai Malaspina e successivamente agli Aragonesi a metà del XIV secolo.
Il patrimonio di Bulzi
Bulzi è un piccolo borgo con un’anima e un’identità grandi. Uno dei suoi luoghi più identitari è la chiesa romanica di San Pietro delle Immagini, uno degli esempi meglio conservati di architettura medievale in Sardegna. Eretta tra l’XI e il XII secolo dai monaci Benedettini, è stata costruita in trachite nera blocchi bianchi di calcare.
Altra importante chiesa è quella di San Sebastiano. Consacrata al culto cattolico è sede dell’omonima parrocchia e fa parte della diocesi di Tempio-Ampurias.
La chiesa è stata edificata nella seconda metà del 1600. Successivamente ampliata ha subito diverse modifiche nel tempo. Nel 1794, il vescovo di autorizza a prelevare le pietre dai ruderi della chiesa romanica di San Pietro di Simbranos, che sorgeva a nord del centro abitato, oggi la facciata di quell’antica chiesa rivive nella facciata della Parrocchiale. Insieme ad alcuni arredi e altari laterali, custodisce al proprio interno una Deposizione, proveniente dalla chiesa di San Pietro delle Immagini, gruppo ligneo duecentesco composto da cinque statue policrome a grandezza naturale in legno di ontano.
I dintorni del territorio di Bulzi custodiscono domus de janas, nuraghi e testimonianze archeologiche che parlano di un tempo remoto testimone del passaggio di nuragici e romani. Camminando tra i sentieri di campagna si possono scorgere resti archeologici e panorami mozzafiato.
L’arte a Bulzi
L’arte e le tradizioni popolari preservano un ricco patrimonio di espressioni musicali, artigianali e rituali che il piccolo borgo di Bulzi tramanda da secoli. La musica è una delle anime del paese: si esprime attraverso il cantu a chiterra (at boghe ‘e chiterra), ma anche con la voce sola (at boghe sicka), come nel suggestivo cantu a cuncordu della confraternita.
Durante la Settimana Santa, il suono caratteristico delle matrackas e delle tzirriolas accompagna i riti, insieme ad altri strumenti tradizionali. I balli popolari animano le feste con movimenti collettivi e ritmati: su passu o ballu mannu, ballu tundu, sa dansa, su dillu e su tres in ckimbe.
L’artigianato riflette la vita e la fede della comunità: l’intreccio si manifesta nella creazione di cesti, cestini, palme sacre, spighe votive e nassette per la pesca fluviale. La tessitura con lana e lino produce tappeti (originariamente usati come coperte o sottosella), bisacce, cordoncini sacri e bottoni in filo intrecciato, come vedremo grazie al laboratorio di tessitura Il Fuso, insieme a Andrea Salvatore Serra nella giornata di sabato 24.
La cultura enogastronomica di Bulzi
Il piccolo borgo dell’Anglona, riflette l’identità agro-pastorale della comunità, con piatti semplici ma ricchi di significato e tradizione. Un esempio emblematico è lo ziminu, una preparazione a base di frattaglie di agnello o capretto cotte in casseruola con una salsa di pomodoro in agrodolce. Questo piatto, tipico delle festività, rappresenta l’arte del recupero e la valorizzazione di ogni parte dell’animale.
Nella giornata di sabato 24, grazie al laboratorio curato da Francesca Pruneddu, Mario Sechi e Tommaso Sussarello, vedremo e impareremo la ricetta delle tiriccas: dolci tradizionali, particolarmente diffusi nel nord dell’isola, inclusa la zona di Bulzi. Questi dolci sono legati alle festività religiose, come la Pasqua, ma oggi vengono preparati anche in altre occasioni.
La tiricca è composta da un involucro di pasta sottile di pasta violada, realizzata con semola rimacinata di grano duro, strutto, acqua e un pizzico di sale. Il ripieno tradizionale è a base di sapa (mosto d’uva cotto), mandorle tritate, semolino, scorza d’arancia grattugiata e miele. Dopo la preparazione, le tiriccas vengono cotte in forno a bassa temperatura fino a quando la pasta si asciuga, mantenendo un colore chiaro.
Itinerari nei borghi a Bulzi
L’evento Itinerari nei borghi è l’occasione giusta non solo per scoprire un angolo nascosto della Sardegna, ma per incontrare la sua anima più autentica. Il 24 e 25 maggio, Bulzi aprirà le sue case, i suoi cortili, i suoi racconti e saperi. Sarà possibile partecipare a visite guidate, degustazioni, laboratori artigianali, eventi musicali e momenti di condivisione con la comunità locale che siamo sicuri saprà accoglierti nel migliore dei modi!
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