Alla scoperta di Bonnanaro in occasione di Itinerari nei Borghi 2026

Il 28 e 29 marzo 2026 Bonnanaro ospiterà la prima tappa di Itinerari nei Borghi 2026, un appuntamento dedicato alla scoperta del territorio attraverso tradizioni, laboratori, enogastronomia e attività esperienziali nel cuore del Meilogu. Il programma prevede due giornate pensate per valorizzare il paese e le sue tipicità, con iniziative che spaziano dai giochi tradizionali ai laboratori enogastronomici, fino al cicloturismo e all’orienteering urbano.

È quindi l’occasione perfetta per andare alla scoperta di Bonnanaro, piccolo e antico paese della Sardegna nord-occidentale, conosciuto come il paese delle ciliegie e custode di una storia antichissima fatta di archeologia, chiese, tradizioni e paesaggi rurali.

In questo articolo ti portiamo tra le sue strade e i suoi luoghi più interessanti, per capire perché valga la pena visitarlo proprio in occasione di questo evento.

 

Dove si trova Bonnanaro

Nel cuore della Sardegna nord-occidentale, Bonnanaro è un piccolo paese del Meilogu che unisce paesaggio rurale, archeologia e memoria storica. Adagiato nella vallata tra il monte Pelao e il monte Arana, questo centro del Logudoro è noto per la coltivazione delle ciliegie e della vite, ma anche per il suo legame con la cosiddetta Cultura di Bonnanaro, una delle fasi più rilevanti della preistoria sarda.

Bonnanaro si trova a circa venticinque minuti d’auto da Sassari, in un’area collinare ricca di sorgenti, falde acquifere e corsi d’acqua. Questa abbondanza di risorse idriche ha favorito nei secoli un’agricoltura fertile e specializzata, contribuendo a definire l’identità del paese e del suo paesaggio.

Perché visitare Bonnanaro

Visitare Bonnanaro significa scoprire una Sardegna interna, autentica e profondamente legata alla storia del territorio. Il paese deve gran parte della sua fama alla coltivazione del ciliegio: le ciliegie di Bonnanaro sono conosciute in tutta l’isola e continuano a essere raccolte manualmente tra metà maggio e metà giugno e a loro è dedicate la famosa fiera, giunta l’anno scorso alla 33esima edizione. Accanto ai ciliegi, anche la vite occupa un ruolo importante nell’economia locale.

Cosa vedere a Bonnanaro

Bonnanaro offre l’occasione di scoprire sia il centro storico sia il territorio che lo circonda. L’abitato conserva alcune case padronali del Settecento e dell’Ottocento, oltre a importanti luoghi di culto come la chiesa parrocchiale neoclassica di San Giorgio, le chiese di Santa Barbara, Santa Maria e Santa Croce, quest’ultima edificata nel 1624 come oratorio dell’omonima confraternita. Ai piedi del monte Pelao si trovano inoltre le chiese di Santa Maria e San Basilio, che arricchiscono ulteriormente il paesaggio religioso del paese.

Il santuario di Nostra Signora di Monte Arana

Chiesa Madonna delle Grazie di Monte Arana

A circa cinque chilometri dal centro abitato sorge la chiesa di Nostra Signora di Monte Arana, intitolata alla Madonna delle Grazie. La posizione panoramica del santuario, affacciata sulla valle dei Nuraghi, lo rende uno dei luoghi più suggestivi del territorio. Intorno alla chiesa sorgono le muristenes, strutture tradizionalmente dedicate all’ospitalità dei pellegrini durante le novene.

La storia di Bonnanaro

Preistoria, necropoli e nuraghi

Le campagne di Bonnanaro sono frequentate sin dal Neolitico e conservano testimonianze archeologiche di grande rilievo. Il nome del paese è legato alla Cultura di Bonnanaro, facies sviluppatasi in Sardegna nel II millennio a.C. e considerata precedente al pieno periodo nuragico. Nel territorio si trovano le necropoli di Pertusos e Sas Turres, le domus de janas e soprattutto la necropoli di Corona Moltana. Qui la scoperta del 1889 ha riportato alla luce celle funerarie scavate nella roccia calcarea, scheletri umani e corredi di ceramica oggi custoditi al museo Sanna di Sassari. A questo patrimonio si aggiungono diversi nuraghi, tra cui Nieddu, Maria de Riu e Toncanis, che confermano la continuità di frequentazione dell’area nelle diverse età del Bronzo.

Età romana, Medioevo e periodo feudale

La presenza romana è documentata da reperti ceramici rinvenuti in varie località del territorio, tra cui monte Arana, Bonossa e Sas Turres, dove sorgeva una mansio lungo l’antico collegamento tra Olbia e Turris Lybisonis, l’odierna Porto Torres. L’abitato attuale nacque invece intorno all’anno 1000 con il nome di Gunar, poi trasformato in Gunnanor, favorito dalla presenza del monastero di San Pietro di Sorres, dalla ricchezza d’acqua del suolo e dalla protezione offerta dai monti circostanti. Dopo il crollo del giudicato del Logudoro, Bonnanaro appartenne ai Doria per quasi un secolo; nel 1420 passò ai catalano-aragonesi ed entrò nel feudo del Meilogu, che divenne baronia in età spagnola, contea nel 1631 e marchesato nel 1635. La fine del sistema feudale è datata 1840, dopo il riscatto seguito alla carta reale di Carlo Alberto del 1838.

Tradizioni e identità locale

Tre ragazza a cavallo con indosso l'abito tradizionale di Bonnanaro

Bonnanaro conserva un’identità culturale forte, nella quale si leggono ancora le tracce della dominazione spagnola: ricami minuziosi, colori vivaci degli abiti tradizionali e gioielli in corallo e filigrana. A questo patrimonio materiale si affianca una radicata tradizione musicale, legata ai cori dei cantori di Bonnanaro, che continua a rappresentare una parte viva della memoria del paese.

Vivi Bonnananaro con Sardegna tutto l’anno.

Il 28 e 29 marzo Bonnanaro si racconterà attraverso le sue strade, le sue tradizioni e il suo territorio. Partecipare a Itinerari nei Borghi 2026 sarà l’occasione per entrare in contatto con l’anima del paese, tra memoria, accoglienza e sapori locali. Lasciati sorprendere dalla ricchezza della sua storia e dalla bellezza del Meilogu. Scopri il programma delle attività e prenota il tuo posto.